
Ci hanno insegnato/inculcato (e la sottoscritta ne è in parte responsabile come lavoratrice dell’Internèt
) che sulla Rete siccome si trova tutto le opinioni degli utenti valgono molto più delle recensioni “ufficiali” e questo è vero ma, secondo me almeno, in parte per quel che riguarda i viaggi. E ci hanno fatto credere che TripAdvisor fosse una delle fonti più affidabili dove trovare informazioni genuine e soprattutto non fuorvianti e non di parte. Ecco, dimentichiamocelo va!
Io non sono mai stata una fan di TripAdvisor, lo ammetto, ho sempre creduto che le recensioni non fossero obiettive, che fossero mascherate e che le aziende, gli hotel e le strutture ci mettessero lo zampino per spostare punti a loro favore: quindi quando ho letto che in Ighilterra l’ASA, l’ente che vigila sulla pubblicità, ha accusato TripAdvisor di non verificare le recensioni e dunque di fornire di fatto informazioni sbagliate anche per quel che riguarda le informazioni sugli utenti non ho sussultato affatto.
Ho studiato un pochino TripAdvisor per lavoro e la possibilità offerta a tutti di registrarsi, volendo anche con più account, rende di fatto le recensioni e i giudizi potenzialmente falsi/falsati/falsabili: il proprietario di una determinata struttura potrebbe usare diverse email per iscriversi e fornire giudizi positivi sulla sua struttura e inoltre potrebbe inserire il widget gratuito offerto da TripAdvisor personalizzandolo direttamente sul suo sito con la personalizzazione che gli permette anche di scegliere che tipo di recensioni mostrare.
In poche parole e in teoria i risultati possono essere falsati due volte: prima con le recensioni direttamente su TripAdvisor e poi grazie allo strumento a disposizione degli hotel che possono decidere cosa far visualizzare ai propri utenti.
Sono assolutamente convinta che il giudizio sia molto soggettivo ma le possibilità infinite offerte da TripAdvisor a chi decide di recensire una struttura o un luogo siano in qualche modo anche l’elemento di disturbo di tutto questo sistema perchè se TripAdvisor sostiene che ogni utente iscritto firma una dichiarazione di autenticità per quel che riguarda la propria identità e che sono stati predisposti dei sistemi per controllare/evitare le frodi è anche vero che il detto “fatta la legge trovato l’inganno” è ancora più vero online quando per bypassare i controlli non ci vuole chissà che genio!.
E leggere che la recensione è stata scritta da, che ne so, “Un viaggiatore di Venere.com”, “Un viaggiatore di Hotels.com” più qualche anonimo e via dicendo non fa che aumentare questo senso di presa per i fondelli!
Chiudo questa parentesi facendovi presente che subito dopo le accuse da parte dell’ASA TripAdvisor a settembre 2011 (quando è stata avviata l’indagine!) ha cambiato slogan passando da “Reviews you can trust” a “Reviews from our community” e che proprio l’ASA ha stabilito le nuove linee guida per evitare che i contenuti presenti sul sito siano considerabili “non genuine”, per ora solo per quel che riguarda la versione inglese su cui ha competenza: non vi fa pensare a nulla? Non vi viene nessun dubbio?
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